Un neonato non assomiglia per forza più alla mamma o al papà: gli studi su questa domanda hanno dato risultati contrastanti, e la somiglianza che vediamo dipende molto da chi guarda e da quando guarda. Nei primi giorni il viso cambia in fretta, e il bambino che «è tutto il nonno» a una settimana può ricordare la mamma a sei mesi. Ecco cosa dice la ricerca, perché la prima impressione inganna e come divertirsi con il gioco delle somiglianze senza prenderlo troppo sul serio.
Cosa dicono gli studi: un risultato famoso, poi smentito
La ricerca più citata è anche la più discussa. Nel 1995 due psicologi statunitensi, Nicholas Christenfeld ed Emily Hill, pubblicarono su Nature un piccolo esperimento: chiedevano a persone estranee di abbinare le foto di bambini a quelle dei loro genitori. Con i bambini di un anno, i giudici indovinavano il padre più spesso della madre. Con i bambini più grandi questo vantaggio spariva.
Il risultato fece il giro del mondo, anche perché offriva una spiegazione suggestiva: un bambino che «somiglia al papà» lo rassicura sulla paternità. Il problema è che lo studio era piccolo. Quando Serge Brédart e Robert French ripeterono l’esperimento, non trovarono la stessa cosa: nel loro studio, pubblicato nel 1999 su Evolution and Human Behavior, i bambini non risultavano più simili ai padri che alle madri.
In sintesi, oggi non c’è una prova solida che i neonati somiglino di più a uno dei due genitori. C’è invece una certezza più banale: ogni bambino eredita metà dei geni dalla mamma e metà dal papà, e il modo in cui quei geni si combinano è diverso per ciascun figlio.
Le credenze più diffuse (e perché restano credenze)
Quasi ogni famiglia ha la sua teoria sulle somiglianze. Le più comuni:
- «I maschi somigliano alla mamma, le femmine al papà». È un’idea diffusissima, ma non è sostenuta dagli studi che conosciamo.
- «Il primo figlio è tutto il papà». Nasce spesso dal desiderio di includere il papà, che nei primi mesi ha un legame meno «fisico» con il bambino.
- «Il secondo figlio somiglia all’altro genitore». Fratelli diversi tra loro sono normalissimi, proprio perché ogni figlio riceve una combinazione diversa di geni; ma non c’è una regola di alternanza.
- «Ha preso dai nonni». Questa ha un fondo di verità: tratti che non si vedono nei genitori possono ricomparire in un figlio, come succede con il colore degli occhi.
Il motivo per cui queste frasi resistono è semplice: ricordiamo le volte in cui la regola funziona e dimentichiamo quelle in cui non funziona. E di solito chi pronuncia la sentenza ha già deciso a chi vuole che il bambino somigli.
Perché la prima impressione cambia in pochi mesi
Il viso di un neonato è un viso di passaggio. Nei primi giorni dopo il parto possono esserci gonfiore, palpebre pesanti, una testa un po’ allungata: ne parliamo in dettaglio in come sono i neonati appena nati. Poi, settimana dopo settimana, le guance si riempiono, i lineamenti si definiscono e anche i colori cambiano: i capelli della nascita spesso cadono e ricrescono di un’altra tonalità, come spieghiamo in capelli del neonato.
Per questo la somiglianza è un bersaglio mobile. Qualche esempio concreto di come può cambiare il «verdetto» della famiglia:
| Momento | Su cosa si basa di solito la somiglianza | Quanto è stabile |
|---|---|---|
| Primi giorni | forma del naso, labbra, espressione mentre dorme | poco: il viso è ancora gonfio |
| 2-3 mesi | sorriso, sguardo, forma degli occhi | un po’ di più, ma i colori cambiano |
| 6-12 mesi | capelli, colore degli occhi, mimica | più leggibile, ma ancora in evoluzione |
| Infanzia | proporzioni del viso, modo di muoversi | la somiglianza si fa più evidente |
Anche il colore degli occhi, che molti usano come prova, nei neonati non è ancora definitivo: lo raccontiamo in colore occhi neonato.
Come capire a chi assomiglia: un gioco da fare in famiglia
Visto che una risposta scientifica non c’è, la somiglianza può diventare un gioco. Qualche idea che funziona:
- Le foto da neonati. Recuperate le foto di mamma e papà nei primi mesi di vita (spesso sono negli album dei nonni) e mettetele accanto a quelle del bambino alla stessa età. Il confronto adulto-neonato non ha senso; quello neonato-neonato è molto più divertente.
- Il voto anonimo. Mostrate tre foto da neonati, una del bambino e due dei genitori, ad amici che non sanno chi è chi.
- La scheda dei tratti. Prendete un tratto alla volta: forma degli occhi, attaccatura dei capelli, fossette, orecchie. Spesso il bambino ha un tratto da ciascuno.
- Il confronto a distanza di mesi. Annotate oggi il verdetto della famiglia e rileggetelo al primo compleanno.
Immaginarlo prima ancora di vederlo
Se il bambino non è ancora nato e la curiosità è già tanta, SeeMyBaby permette di caricare una foto della mamma e una del papà e di vedere, in circa un minuto, un ritratto immaginato di un neonato che mescola i vostri tratti. È un gioco, non una previsione e non un test genetico: l’intelligenza artificiale immagina un viso plausibile, e il bambino vero potrà somigliare più a uno, all’altro o a una zia che nessuno aveva considerato.
Preso così, può essere un bel modo per fare il gioco delle somiglianze in anticipo e poi, alla nascita, confrontare l’immaginato con il vero. Per i singoli tratti, come gli occhi, trovi una tabella in colore degli occhi dei figli in base ai genitori. Altre guide sono sul blog di SeeMyBaby.
Domande che fanno i genitori
I neonati somigliano di più al papà?
Uno studio del 1995 lo aveva suggerito per i bambini di un anno, ma un esperimento analogo del 1999 non ha confermato il risultato. Oggi non c’è una prova solida che i neonati somiglino più a uno dei due genitori.
È vero che le figlie femmine somigliano al papà?
È una credenza molto diffusa, ma gli studi che conosciamo non la sostengono. Ogni figlio riceve una combinazione diversa dei geni di entrambi i genitori.
Quando si capisce a chi somiglia un bambino?
Non c’è un momento preciso: il viso cambia molto nei primi mesi e la somiglianza tende a diventare più leggibile con la crescita. La prima impressione dei primi giorni è la meno affidabile.
Si può capire dall’ecografia a chi somiglierà il bambino?
No. L’ecografia, anche in 3D, è un’immagine ricostruita al computer e non mostra i lineamenti con la precisione di una foto, come spieghiamo in ecografia 3D e realtà.
Disponibile anche in: Deutsch · العربية · English · Español · Français · 日本語 · 한국어 · Português (Brasil)





