Ecografie

Come leggere l'ecografia in gravidanza: sigle e misure

Le sigle sulla stampa dell'ecografia (CRL, DBP, CC, CA, LF, PFS, TN) spiegate una per una, come si leggono le settimane e cosa non interpretare da sola.

Questo articolo è un'informazione generale, non un consiglio medico. Chiedi alla tua ostetrica o al tuo ginecologo della tua gravidanza e delle tue ecografie.

Per leggere l’ecografia in gravidanza ti basta sapere tre cose: le sigle sono misure del bambino (CRL nel primo trimestre; DBP, CC, CA e LF più avanti), la scritta tipo «12+3» o «12w3d» indica settimane e giorni, e il resto dei numeri sullo schermo riguarda la macchina, non il bambino. Questa guida ti aiuta a capire cosa c’è scritto sulla foto. Non serve a interpretare l’esame: il significato dei valori lo spiega il medico che l’ha eseguito, e il referto scritto conta più della stampa.

Le sigle più comuni, in una tabella

Le stampe usano sigle italiane o inglesi, a seconda dell’ecografo. Queste sono le più frequenti, con i nomi usati nella linea guida italiana sull’ecografia ostetrica del Sistema Nazionale Linee Guida.

Sigla italiana Sigla inglese Cosa misura Quando la trovi
CRL o LCC CRL lunghezza vertice-sacro (dalla testa al sedere) primo trimestre
TN NT translucenza nucale, lo spessore del liquido dietro la nuca tra 11+0 e 13+6 settimane
FC o BCF FHR frequenza cardiaca, in battiti al minuto da quando si vede il battito
DBP BPD diametro biparietale: la larghezza della testa dal secondo trimestre
CC HC circonferenza cranica dal secondo trimestre
CA AC circonferenza addominale dal secondo trimestre
LF FL lunghezza del femore dal secondo trimestre
PFS EFW peso fetale stimato, calcolato dalle misure soprattutto nel terzo trimestre
LA, falda massima AFI, MVP quantità di liquido amniotico quando serve valutarla
EG GA epoca gestazionale: l’età della gravidanza in testa alla stampa

Nelle primissime settimane puoi trovare anche la camera gestazionale (o sacco gestazionale, GS) e il sacco vitellino (YS), le strutture che si vedono prima dell’embrione. Cosa aspettarti a quell’esame è nella guida alla prima ecografia in gravidanza.

Settimane e giorni: «12+3», «12w3d» e la data del parto

Le settimane si scrivono quasi sempre come settimane + giorni. «12+3», «12w3d» o «12s 3g» significano tutti la stessa cosa: 12 settimane e 3 giorni. Le settimane si contano dal primo giorno dell’ultima mestruazione, non dal concepimento.

Sulla stampa possono comparire due età diverse:

  • l’epoca in base all’ultima mestruazione, che hai detto tu all’inizio della visita;
  • l’epoca in base alla misura, che la macchina calcola dal CRL o dalle misure della testa e del femore.

Se non coincidono non è un segnale d’allarme in sé. La linea guida SNLG ricorda proprio che la data basata sull’ultima mestruazione è soggetta a errori, ed è per questo che la gravidanza si data con l’ecografia del primo trimestre. Il servizio sanitario inglese, l’NHS, spiega lo stesso: all’ecografia delle 12 settimane si stima l’età della gravidanza e da lì la data presunta del parto. Se il medico la corregge, la nuova data è quella che conta per tutti gli esami successivi.

Le misure nel primo trimestre: CRL e translucenza nucale

Nel primo trimestre i numeri importanti sono due.

Il CRL (in italiano anche LCC, lunghezza cranio-caudale) misura il feto dalla sommità della testa al fondo della schiena, in millimetri. È la misura usata per datare la gravidanza. Sulla stampa la vedi spesso accanto a una piccola croce a ciascuna estremità del feto: sono i calibri che l’operatore ha posizionato.

La TN (translucenza nucale) si misura solo se fai il test combinato. Secondo la linea guida SNLG si esegue tra 11+0 e 13+6 settimane, quando il CRL è tra 45 e 84 mm. Il numero della TN da solo non è il risultato: secondo i LEA per la gravidanza, il rischio del test combinato si calcola dall’età materna insieme ad altri parametri ecografici e di laboratorio, e te lo spiega chi te lo consegna. Il percorso completo di quell’esame è nella guida all’ecografia delle 12 settimane.

Le misure dal secondo trimestre: testa, pancia, femore

Dalla morfologica in poi la stampa riporta la biometria: DBP, CC, CA e LF, a volte con il peso stimato (PFS). Accanto a ogni misura può esserci:

  • un’età in settimane, cioè l’epoca a cui corrisponde quella misura nelle tabelle di riferimento;
  • un percentile (o centile), che confronta la misura con quella di altri feti della stessa età. Il 50° percentile è il valore centrale: metà dei feti di riferimento misura di più, metà di meno.

Per questo non ha senso fermarsi su un solo numero «avanti» o «indietro» rispetto alle settimane: il medico guarda l’insieme delle misure e, quando serve, come cambiano da un esame all’altro. Cosa si guarda organo per organo lo trovi nella guida all’ecografia morfologica.

Il resto dello schermo: date, sonda e indici

Molte scritte sulla stampa non riguardano il bambino.

  • In alto: nome della struttura, data e ora, a volte il tuo nome e la data di nascita. Coprili prima di condividere la foto sui social.
  • Sigle della macchina: la frequenza della sonda (in MHz), la profondità, il guadagno. Servono all’operatore per regolare l’immagine.
  • TI: l’indice termico, che aiuta l’operatore a tenere sotto controllo l’energia usata. La dichiarazione WFUMB/ISUOG indica per esempio un TI mostrato di 1,0 o meno per il Doppler nel primo trimestre. Se ti chiedi se le ecografie siano sicure, leggi le ecografie fanno male al feto?.

Per orientarti nell’immagine: il nero è liquido, come il liquido amniotico intorno al bambino, mentre le parti più chiare sono quelle che riflettono di più gli ultrasuoni, come le ossa del cranio e della colonna. Il profilo si riconosce dalla linea chiara della fronte e del naso. Come cambia l’immagine da un trimestre all’altro lo vedi in foto dell’ecografia in gravidanza settimana per settimana.

Cosa non leggere da sola

La stampa è un ricordo, non il risultato dell’esame. Il risultato è il referto, firmato dal medico, che riassume cosa si è visto e se serve altro. Tre regole pratiche:

  1. Non confrontare i numeri con tabelle trovate online. Le curve di riferimento usate possono cambiare da una struttura all’altra, e un percentile letto da solo non è una diagnosi.
  2. Non chiedere a un chatbot di interpretare l’ecografia. Può rispondere con sicurezza e sbagliare.
  3. Scrivi le domande sul telefono e falle al medico o all’ostetrica: «Le misure corrispondono alle settimane?», «La data del parto cambia?», «C’è qualcosa da ricontrollare?».

Dalla stampa a un ritratto immaginato

Una volta capito cosa c’è sulla foto, puoi anche usarla per giocare. SeeMyBaby trasforma una foto dell’ecografia in un ritratto immaginato del neonato con l’intelligenza artificiale, in circa un minuto. L’app non legge sigle né misure e non dice nulla sulla salute del bambino: guarda solo l’immagine. Un profilo nitido, ritagliato senza scritte, dà il ritratto più vicino alla scansione. Altre guide sono sul blog.

Fonti

Domande che fanno i genitori

Come si legge la lunghezza del feto nell’ecografia?

Nel primo trimestre cerca la sigla CRL (o LCC): è la lunghezza dalla testa al sedere, in millimetri. Più avanti la lunghezza totale non si misura direttamente; si usano testa, addome e femore.

Cosa vuol dire 12+3 sull’ecografia?

Vuol dire 12 settimane e 3 giorni di gravidanza, contate dal primo giorno dell’ultima mestruazione. La stessa cosa si può trovare scritta come 12w3d.

Cosa significano BPD e FL?

Sono le sigle inglesi del diametro biparietale (in italiano DBP, la larghezza della testa) e della lunghezza del femore (LF). Si misurano dal secondo trimestre per seguire la crescita.

Se le misure non corrispondono alle settimane devo preoccuparmi?

Non trarre conclusioni da un numero solo: il medico valuta l’insieme delle misure e la data della gravidanza. Se qualcosa non ti è chiaro, chiedilo direttamente a chi ha fatto l’esame.

Sarina GomezRedattrice, SeeMyBaby

Sarina Gomez è lo pseudonimo della redazione di SeeMyBaby.

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